- Scegliere tra una mini aria o liquido

Le differenze tra i sistemi di raffreddamento riguardano più in generale ogni prospettiva che, dal momento dell’acquisto, condizionerà l’approccio alla minimoto: prestazioni, prezzo, elaborazioni e possibilità di sviluppo, guidabilità, ecc..

Il primo punto da prendere in considerazione è ciò che si chiede alla minimoto in termini di prestazioni: generalmente una raffreddata ad aria scarica a terra circa 3/4 cv contro gli 8/9 di una liquido modello base quindi per coloro che si avvicinano per la prima volta a questi mezzi, una ad aria si dimostra chiaramente più gestibile in termini di guidabilità, ma meno performante: meno potenza, meno velocità di punta, meno ripresa in uscita di curva.

Con queste premesse l’ago della bilancia parrebbe pendere inevitabilmente verso le “liquido” ma, come detto, vi sono altri fattori da considerare. Il prezzo innanzitutto, una moto ad aria generalmente è circa la metà di una a liquido e ciò vale anche per i ricambi e le varie elaborazioni; se si considera poi che molti pezzi, data la semplicità della meccanica, sono compatibili tra vari modelli, si avrà un’offerta maggiore e una concorrenzialità spesso non presente nei ricambi per le liquido.

In secondo luogo va considerata la manutenzione che ogni pilota deve compiere sulla propria moto. Il motore ad aria, data la sua “immediatezza” offre, anche a chi ha scarsa dimestichezza con i principi del 2 tempi, la possibilità di ovviare a semplici inconvenienti, di imparare a conoscerne il funzionamento e successivamente a capire come aumentarne la resa; con una liquido ciò è reso più arduo dalla maggior complessità del sistema di raffreddamento e di tutto il sistema di propulsione e di conseguenza dalle problematiche che possono manifestarsi rendendo più difficoltosa una diagnosi sulla “sintomatologia” di volta in volta presente.

Venendo alla gestibilità del mezzo va detto che la superiore potenza di una liquido può essere un limite nella conoscenza dei suoi e dei propri mezzi e limiti: spalancare il gas in modo non uniforme e trovarsi a veder rotolare la moto per la pista può , all’inizio, essere più frustrante che sentire sotto di sé una coppia stentata, così come non riuscire a gestire la staccata in ingresso di curva può spaventare per la prospettiva di cadere in malo modo senza avere la possibilità di correggere all’ultimo la traiettoria come consente una aria arrivando magari a cadere sì ma con minori conseguenze data la minor velocità.

Non si vogliono, in conclusione, esprimere indicazioni finali in quanto la scelta è soggettivamente legata all’esperienza personale dei motori e delle moto in genere, alla disponibilità economica, all’uso che della minimoto si intende fare ed al tempo che si può e si vuole dedicarle, ma si afferma senza tema di smentite che se l’approccio sarà positivo ci si “ammalerà” di essa e ci si dedicherà sempre più tempo, più soldi e soprattutto passione.

Le ultime considerazioni sono forse le più importanti e riguardano sia le aria che le liquido: sono mezzi potenti per le dimensioni che hanno quindi l’uso deve essere consapevole e razionale: proteggere adeguatamente sé stessi e gli altri, correre in luoghi adibiti ed assistiti e farlo in condizioni psicofisiche idonee con mezzi che siano il più sicuri possibile.

E si ricordi sempre che si corre in minimoto per stare insieme e condividere una passione, per migliorarsi e per conoscere sé stessi, per divertirsi e per staccare ad ogni curva un metro più avanti.

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